L'arte negli edifici religiosi
La chiesa originaria ha subito molte trasformazioni; della primitiva chiesa trecentesca è rimasto poco. Dell'impianto quattrocentesco invece, oltre all'abside, rimangono le murature, gli affreschi che rivestono ampie porzioni della superficie interna e un finestrone murale sul lato destro. Traccie dell'originario campanile collocato a ridosso della facciata sul lato sinistro sono affiorate al di sotto dell'intonaco dell'attuale facciata e all'interno della chiesa sotto il pavimento. Questo conferma l'ipotesi di uno spostamento in avanti della facciata avvenuta a cavallo tra il '600 e '700.
Sulle pareti interne sono stati scoperti due cicli di affreschi; i primi databili al XIV secolo, furono ricoperti da altri eseguiti tra il XV e XVI secolo; successivamente ricoperti per questioni di igiene se ne è perduta la memoria sino al recente ritrovamento del 1990.
Questo ciclo di affreschi, secondo un eminente studioso, risponde a caratteristiche proprie dell'iconografia della tecnica pittorica trecentesca, riconoscibile nei tratti sommari dei volti, nei contorni a rossiccio delle figure e nelle tenue decorazioni.
Interessante è anche il tabernacolo: autentico gioiello dell'arte marmorea del XVIII secolo.
Pregevole anche la papa d'altare dedicata alla Madonna del Rosario, dipinto attribuito alla scuola dell'Amalteo.
La chiesa di Brische conserva un'altra preziosa opera: l'organo, dai registri particolarmente armoniosi, costruito nel 1924.
(a cura dell'Arch. Sergio Rusalen. Da "Meduna di Livenza - storia e immagini", dicembre 2003)



